La fortezza di Golubac
- gianluca baronchelli

- 22 ore fa
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Sentinella sul Danubio e frontiera tra Oriente e Occidente, la fortezza di Golubac in Serbia ha visto nei secoli l’avvicendarsi di guerre, dominazioni e bandiere.

Incastonata sulla sponda destra del Danubio in un paesaggio naturale di rara bellezza, la fortezza di Golubac segna l’inizio del parco naturale di Djerdap, che si estende sino alle mitiche Porte di Ferro, limes tra Balcani e Carpazi. Sebbene le prime fonti scritte la attestino nel 1335, è certamente molto più antica. Non si sa se esistesse già ai tempi dell’Impero di Traiano, ma la posizione strategica in un punto in cui il Danubio subisce un improvviso restringimento passando da sette chilometri a meno di 200 metri di estensione lascia pochi dubbi sul fatto che un presidio fosse attivo sin dall’antichità. La struttura di Golubac ha subìto significativi rimaneggiamenti nel corso dei secoli: divisa in un complesso superiore più antico e in una parte bassa di successiva edificazione, originariamente contava cinque torri, alle quali se ne sono aggiunte, in tempi diversi, altre quattro, l’ultima delle quali ad opera dei Turchi, completa di cannoniere e gallerie, a seguito dell’attacco ungherese del 1481. Quest’ultima torre, di forma ottagonale, è l’unica ad essere stata progettata e realizzata dopo l’avvento delle armi da fuoco, mentre le altre sono state progressivamente rimaneggiate e adattate ai nuovi sistemi di combattimento. Come a Istanbul sul Bosforo, da Golubac gli ottomani controllavano la navigazione sul Danubio con un semplice ma efficace sistema, ovvero sollevando o abbassando una grossa catena che si estendeva dalla torre ottagonale fino al Babakaj, sperone roccioso, ancora oggi perfettamente solido e visibile, che emerge dal fiume di fronte alla fortezza. Fa un certo effetto scorrere l’elenco delle potenze che si sono avvicendate al controllo della cittadella nel turbine pressoché continuo di guerre che hanno sferzato questo lembo di confine tra oriente e occidente: turchi, bulgari, ungheresi, serbi e austriaci vi hanno issato le loro bandiere fino al 1867, anno in cui fu consegnata al principe serbo Mihailo Obrenović III. Oggi la fortezza è visitabile con quattro diversi percorsi e tipologie di biglietto. Quale che sia la vostra scelta, fermatevi un attimo sulle possenti mura ad ammirare il placido corso del Danubio, da sempre portatore di scambi culturali, si spera senza più venti di guerra.

A una settantina di chilometri dalla fortezza di Golubac merita una visita Smederevo, antica capitale della Serbia per due volte: nel XV secolo, e a seguito della prima rivolta serba nel 1806. Situata in posizione strategica e spesso al centro di giochi politici e battaglie tra ottomani e ungheresi, conserva ancora una possente fortezza adagiata sulla riva del Danubio, risalente alla prima metà del XV secolo. L’attuale aspetto della città è ottocentesco, secondo la visione dei principi Obrenović, a disegnare una città che non sfigurasse con i modelli europei dell’epoca dopo la fine del periodo di influenza ottomana. A settembre vi si svolge il tradizionale festival "Autunno a Smederevo" che propone degustazioni enologiche, sfilate in costume ed eventi ludici e culturali. E se vi foste persi il festival, consolatevi gustando tra le vie del centro storico un burek meso, sottile pasta sfoglia calda e profumata con ripieno di carne mista.
[testi e fotografie © GianlucaBaronchelli / National Geographic Traveler – 2025]



